Pensieri sparsi: considerazioni di fine vacanze.

Oggi sono tornata alla base. Ferie finite, da domani si ritorna al lavoro. Sono le prime vere ferie estive che faccio da quando ho iniziato la mia professione. L’anno scorso ho fatto una settimana di vacanza a novembre, dopo un anno passato a trottare qua e là a compiere il mio dovere. Quest’anno ho cambiato sede di lavoro e così ho potuto fare le tanto desiderate vacanze estive.
E dopo queste due settimane appena trascorse mi sento di fare qualche bilancio. Perché? Perché non tutto è andato come avevo immaginato, perché ancora una volta ho avuto la prova che la gente è egoista e se ne strafotte di te, perché almeno la mia famiglia è un mio punto fermo e cercherò di tenerlo tale nella mia vita. Ma andiamo con ordine.
Arrivo a casa piena di belle speranze, dovute alle parole degli amici, che avevano detto facciamo questo, facciamo quello… facciamo stocazzo.

Giorno 1: (premetto che una settimana prima della partenza gli amici si erano detti disponibili a uscire a cena non appena fossi arrivata) alla mia domanda, agli amici con cui mi sento tutti i giorni, dove si va a cena stasera, la risposta che ne segue è, perché, dovevamo uscire? Molto bene, si sono scordati che avevamo preso un impegno e si sono organizzati diversamente. Il pomeriggio dello stesso giorno mi contatta un’amica per chiedermi di andare al mare il giorno seguente. Io rispondo ok, per me va bene. Ci si mette d’accordo, salvo poi che la stessa tipa mi manda un messaggio qualche ora dopo per bidonarmi. Cominciamo proprio bene queste vacanze…

Giorno 2: considerando il fatto che purtroppo non ho la macchina con me e devo contare sui passaggi altrui per uscire o andare al mare, devo giustamente stare alle disponibilità degli altri, ma ci sta. Sento la mia migliore amica, che deve andare al mare. Le spiego che, a causa di problemi in famiglia, potrei solo nel pomeriggio e lei mi dice che andrebbe per l’ora di pranzo, ma che comunque ci sentiamo. Ok, aspetto… Mi manda un messaggio all’una, mentre pranzo con i miei, per rendermi partecipe del fatto che lei è al mare e mi chiede io che faccio… Meglio non commentare come vorrei. Risolvo il pomeriggio mettendomi a prendere il sole in giardino, meglio di niente.

Giorno 3: Finalmente riesco a vedere la spiaggia e ad uscire con qualcuno a cena! Allora forse non tutto è perduto!

Giorno 4: Mare, mare! Una splendida giornata e si ripete l’uscita a cena! Non potevo chiedere di meglio! Il mio umore si risolleva.

Giorno 5: Niente spiaggia oggi, nessuno è libero, ma va bene lo stesso. Il mio fido giardino mi salva e sonnecchio sulla sdraio. E la sera gita fuori città, a mangiare del buon pesce, che tiene l’umore alto. Sento mia sorella, che verrà in vacanza nei prossimi giorni, la quale mi chiede se da domenica a venerdì prossimo voglio fare un po’ di mare con lei e il fidanzato. Ottimo! Dovrò sistemare un paio di cosette, ma ce la possiamo fare.

Giorno 6: (Premetto che aspettavo queste vacanze anche perché dovevo organizzare un viaggio all’estero da fare con un’amica, e che si era deciso di procedere all’organizzazione durante la mia permanenza a casa, per fare tutto insieme e con calma) Dopo essermi messa d’accordo con la amica il giorno precedente per vederci il giorno 7 per organizzare sto viaggio, unico giorno utile peraltro per fare questa cosa, contatto l’amica per definire i dettagli per il giorno seguente. Sua risposta: non so se ce la faccio. WTF? No, aspetta… motivo? Devo vedere la persona che frequento da due settimane… Tale persona sta lì tutto, l’anno, io solo due settimane, non fa una grinza il ragionamento. Non si sa mai che scappi. Mi incazzo, stavolta sul serio. Non si può disdire un impegno come organizzare un viaggio, sapendo che puoi solo in quel giorno, per vedere il tizio con cui esci da poco. La cosa mi manda in bestia, anche perché io sono solita rispettare gli impegni presi in precedenza. Gli altri invece, se si tratta di disdire impegni presi con me non si fanno problemi, se si tratta di disdire impegni presi con altri per me non possono mai… cosa strana questa. Allora, dato che mi son ritrovata libera, decido che andrò al mare con la mia migliore amica, cosa alla quale stavo rinunciando perché l’organizzazione del viaggio era prioritaria (per me, ma non per gli altri…). Non ci penso oltre ed esco a cena proprio con la mia migliore amica. Non ci vediamo da quattro mesi e fa piacere parlare un po’.

Giorno 7: Piove… e il mare si riduce a una fugace veduta pomeridiana, senza bagno. Ma almeno passo la giornata in compagnia. E’ questo quello che conta, no? Finalmente poi vedo a cena gli amici che mi avevano bidonato il primo giorno. Serata piacevolissima, che mi fa dimenticare il bidone e che si conclude con passeggiata notturna sulla spiaggia. Sono proprio contenta!

Giorno 8: sto un po’ con i miei, in attesa che arrivi mia sorella…

Giorno 9: e cominciano i 6 giorni di mare pieno! Questa sì che è una vacanza con la V maiuscola!

Giorno 10: Mare profumo di mare… E la sera uscita tra le bancarelle a comprare dolciumi e cosette varie!

Giorno 11: Gita di gruppo col barcone a vedere le isole dell’arcipelago! Bellissimo!

Giorno 12: Ancora mare profumo di mare… potrei stare così tutta l’estate…

Giorno 13: Gita al mare e trekking incluso. L’attività fisica fa bene, non solo relax! Fammi mandare un messaggio agli amici, per vedere se domani sera ci si vede, così li saluto prima della partenza…
– Gruppo di amici bidonari: visualizzato da tutti, ma nessuno risponde. Bene…
– Amica bidonara del viaggio: risponde che deve andare a vedere i fuochi di artificio. Naturalmente l’invito non mi viene esteso. Ah, ma magari possiamo organizzarci diversamente! Sicuro! Molto bene…
– Migliore amica: ha un impegno che non può assolutamente disdire. Molto molto bene…
– Un caro amico che non sono riuscita ancora a vedere mi dice che venerdì non può, ma la mattina successiva sarebbe felice di vedermi, se posso, per salutarmi. Va bene! Sono tutta tua!

Giorno 14: dopo mio messaggio sarcastico, gli amici bidonari si ricordano di rispondermi profondendosi in mille scusanti per rifilarmi nuovo bidone, tranne una che cerca di rimediare infilandomi in un’uscita con altri amici suoi. La ringrazio, ma declino l’invito perché ho altri programmi. Perché anche io mi organizzo diversamente, sapete?
L’amica bidonara mi cerca per dirmi che se voglio possiamo andare al mare il giorno dopo. Gazie cara, sono impegnata.

Giorno 15: rivedo il mio caro amico e mi da una notizia tremenda. La gioia diventa tristezza e vorrei tanto stargli vicino, ma purtroppo domani parto. Cercherò di farlo a distanza, per quanto posso.
La migliore amica chiama e insiste per vedermi oggi a tutti i costi, ma io ho da fare, impegni con la famiglia che non posso assolutamente disdire!

Ed eccoci al giorno 16: mi alzo, mi preparo, vado in aeroporto con mio padre, saluto la mia terra un po’ triste e un po’ con l’amaro in bocca. E guardo avanti, alla casa che ho lasciato due settimane fa, dove sto tornando.
Ora, davanti a questo computer faccio il bilancio: positivo per certi versi, soprattutto per la mia famiglia, che mi mancava tanto e con la quale sono riuscita a stare un po’; negativo per altri… Certo pensavo che gli amici si sarebbero comportati diversamente. Non pretendevo l’esclusiva, né il tappeto rosso. Ma mi sarebbe piaciuto sentire che gli ero mancata e che volevano stare con me. Invece…
E questo amaro ancora lo sento nella bocca.

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