Candido vuoto.

Fisso le pareti della stanza,
bianche di luce e di pittura fresca.
Tendo l’orecchio ad ogni rumore lontano,
che lento si spegne oltre la finestra.
Triste è il silenzio della tua assenza,
pesante il vuoto della tua mancanza.
Le domande si affollano nella testa,
le risposte, non più immote,
vorticano in una danza.
Cerco di afferrarle, ma sfuggono alla mia mano.
Si spengono lontano
nel suono di mille parole.
E io resto qui, sola con me stessa
a fissare il candido vuoto,
tabula rasa della mia esistenza.

Una risposta a "Candido vuoto."

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