Pensieri sparsi: A.A.A. cercasi trebisonda disperatamente!

Ieri notte ho fatto alcuni sogni. Ricordo qualche frammento di un sogno in cui, insieme ad altre persone, mi nascondevo da dei nemici che volevano ucciderci. Era come se ci fosse la guerra e noi ci nascondevamo in posti scavati sotto terra. Ricordo confusione, io che correvo sporca di terra e uomini con armi che mi inseguivano. Un sogno abbastanza movimentato.

Di un altro sogno ricordo che mi trovavo in una stanza quasi buia e avevo di fronte a me un uomo, di cui non potevo vedere il viso, ma che nel sogno conoscevo. Nella stanza accanto c’erano altre persone, forse colleghi del lavoro. Io ero poggiata al muro e parlavo con lui, poi si è avvicinato al mio viso. Qui i ricordi si interrompono.

L’ultimo sogno l’ho fatto di primo mattino ed è quello che ricordo meglio. Ero nella mia nuova casa, arredata con i mobili che ho iniziato a guardare online. Avevo cucinato per un nuovo collega (che in realtà non esiste). Lo avevo invitato a cena dopo che mi aveva detto che era difficile stare in una nuova città in cui non si conosce nessuno (so benissimo come ci si sente). Non ricordo che avessi preparato, ma la sensazione era quella di una bella serata in compagnia. E prima di andar via la persona (se mi chiedete che faccia avesse non lo so proprio, ma nel sogno sentivo che mi piaceva parecchio) mi bacia sulla bocca, un bacio di quelli che non dimentichi facilmente.

E infatti mi sono svegliata pensando a quel bacio, un po’ triste e un po’ contenta. Contenta per le sensazioni provate almeno in sogno, triste perché sono sensazioni che vivo solo in sogno.

Sicuramente è colpa del fatto che ieri mi hanno levato quasi mezzo litro di sangue al centro trasfusionale e ho perso per un po’ la trebisonda!

Pensieri sparsi: lacrime.

C’ho l’ansia.

Un paio di ore fa mi è arrivata una mail dalla banca che diceva che mi hanno deliberato il mutuo, ma che volevano non so che documenti che non so neanche cosa siano. Al che ho scritto al consulente, il quale mi ha chiamato confermandomi che il mutuo me lo hanno dato (doveva chiamarmi ma non ha fatto in tempo… ed io che aspetto questa notizia da settimane!) e che ai documenti pensa lui parlando con l’agenzia immobiliare e il notaio. Mi ha inoltre detto che dall’importo chiesto la banca si trattiene i soldi delle spese e quindi alla fine mi daranno sui 2000 € euro in meno rispetto a quelli chiesti. E questa cosa mi ha fatto venire l’ansia.

Sì, perché da mesi sto risparmiando l’impossibile e soprattutto dopo aver deciso di fare questo salto stavo mettendo da parte i soldi per affrontare le spese come allacci vari, mobili etc. Solo che ora quei soldi praticamente dovrò usarli per coprire il resto della cifra e quindi rischio di ritrovarmi davvero senza un centesimo.

Senza neanche chiedere mia sorella e mio cugino si sono offerti di aiutarmi nel caso avessi bisogno, ma voglio evitare di mettermi ulteriori debiti. Vorrà dire che risparmierò ancora e ancora e che aspetterò un po’ di più prima di andare a viverci.

Comunque solo ora sto realizzando che questi significa che finalmente avrò una casa tutta mia… Mi viene da piangere, ma lacrime di gioia (sì, anche un po’ di paura, non lo nascondo).

Georgiche de noartri: 2.0

Anche quest’anno ho messo in cantiere il mio orticello in vaso. Come l’anno scorso sono partita dai semi, ma non tutti sono germogliati: niente peperoni quest’anno. In compenso sono venuti su i cetrioli, insieme alle zucchine e i ciliegini. Ho seminato ad aprile e le piante sono cresciute abbastanza in fretta: proprio stamattina ho raccolto la prima zucchina. Anche i pomodorini stanno maturando, mentre i cetrioli sono ancora in fase di crescita. Potete vedere le foto qui sotto.

Le zucchine.
Le zucchine e i cetrioli.
I pomodori ciliegini.
La prima zucchina della stagione.
I pomodorini in maturazione.

Speriamo che il raccolto sia più proficuo dell’anno scorso!

Recensione: “Lezioni di tossicologia forense”, Rino Froldi, 11/21

9788834815908_0_221_0_75

Volendo approfondire alcuni aspetti della medicina legale e della criminologia, ho comprato questo testo, cara tratta in diversi capitoli i vari aspetti della tossicologia forense. Pensavo si trattasse di un testo che analizzava i diversi tipi di sostanze tossiche mettendoli in relazione con le analisi tossicologiche che si fanno in ambito medico legale, invece sono rimasta un po’ delusa, perché la parte centrale del discorso è occupata dall’analisi degli aspetti legislativi inerenti le sostanze tossiche, tra cui alcool e stupefacenti. Sicuramente il testo fa il proprio lavoro nei confronti degli studenti di giurisprudenza, che necessitano di un taglio più specifico in quel senso. A parte questo aspetto il libro è scritto bene, spiega adeguatamente i concetti chiave e le differenze tra le varie sostanze. Interessanti i capitoli riguardanti le analisi tossicologiche sui viventi e quello sul doping. E’ un testo che consiglio a chi voglia farsi un’idea di come la legge italiana si pone nei confronti di questi argomenti e per gli studenti di ambito giuridico.

Pensieri sparsi: Eh si, qualcosa ho imparato… so essere stronza.

Nell’ultimo mio post parlavo di aver conosciuto su Bumble Drummer. Voglio completare il racconto, visto che tra avantieri e ieri ci sono stati degli sviluppi.

Come dicevo l’altro giorno trovavo questa persona interessante; tuttavia non ho sentito scattare nessun feeling, per lo meno parlando via chat. Ho espresso sin da subito il pensiero di voler fare le cose con calma, secondo i miei tempi, anche per capire se effettivamente mi andava di conoscerlo dal vivo. Il tizio invece sembrava partito in quarta, dopo neanche due giorni che ci sentivamo voleva vedermi (ho detto no), dopo quattro voleva una videochiamata (ho detto ancora no) e continuava a dire che sentiva molta affinità etc. A queste parole non ho replicato, perché non sapevo che dirgli. Io tutta questa affinità non la sentivo: sì, suoni la batteria come me… E allora?

Premetto una piccola cosa: nel suo profilo aveva scritto di avere dei figli e di non volerne degli altri. Non ho fatto domande al riguardo perché volevo vedere quando avrebbe affrontato l’argomento (trattandosi di un argomento che personalmente ritengo importante, soprattutto se ti interfacci con una donna con cui vorresti uscire, pensavo ne parlasse da subito, invece no). Sta di fatto che dopo una settimana, ovvero due sere fa, gli chiedo se vive in un appartamento in affitto o in casa di sua proprietà.

La sua riposta è stata più o meno questa:” Tu non mi hai chiesto ed io non ti ho detto…” (what? Cos’è… Se non facevo questa domanda non mi avresti parlato della cosa?) “Io sono separato in casa e ho 4 figli”.

Non approfondisco il discorso sui figli, mi interessa mettere l’accento sul fatto che trovo molto importante dire da subito se si vive una situazione di questo tipo, perché non so quante persone vorrebbero trovarsi in mezzo a tali dinamiche. La cosa mi ha lasciato di stucco e ho iniziato sin da subito a fare delle riflessioni al riguardo. Gli ho detto che sinceramente non sapevo se me la sentivo di finire in una situazione sgradevole come quella. Comunque per il momento ho lasciato cadere il discorso, per lo meno sulle mie riflessioni.

E riflessioni ne ho fatte un bel po’:

  • Questa persona, che già non mi trasmetteva grande feeling, dopo questa affermazione ha azzerato la mia già flebile voglia di incontrarla.
  • Ha 4 figli e non ne vuole altri, io non ne ho e magari un giorno ne vorrei. Tale affermazione da parte sua mi limita su una parte del mio futuro su cui invece vorrei avere carta bianca. Inoltre, io che già ho poca affinità con i bambini, dovrei ritrovarmi a gestire i 4 figli di un’altra persona. La cosa non mi piace per niente.
  • Vive da separato in casa. Se mai iniziassi a frequentarlo non potrei mai andare a cena da lui o comunque stare a casa sua con lui in tranquillità.
  • Sto cercando di comprare casa, che sarà, se ci riesco, il mio nido e rifugio. E no, non ho nessuna intenzione di condividerlo con nessuno, specie con uno che potrebbe infilarsi in casa mia per trovare rifugio da quella della ancora non ex moglie, perché ancora non ha trovato un posto dove andare a stare da solo.
  • Questo è separato in casa, ancora non si è riorganizzato la vita e già sta cercando un’altra donna. Io come minimo me ne starei un po’ da solo per riprendere in mano tutto il mio mondo.

Insomma, più ci pensavo più mi sentivo sull’orlo di una trappola. Ieri pomeriggio (avevo i nervi a fior di pelle perché non sapevo come dire gentilmente che volevo evitare un incontro che in teoria si sarebbe dovuto tenere la settimana prossima) lui ha fatto una cosa che mi ha fatto sbottare, perché ho visto passato definitivamente il segno. Dopo avermi mandato due selfie dal mare (odio i selfie, soprattutto quelli fatti per mettere in mostra il proprio corpo, che peraltro in questo caso era meglio non mettere in mostra, ma tralascio i dettagli) mi ha scritto che desiderava tanto che io fossi con lui. E niente… Il fumo ha iniziato ad uscirmi dalle orecchie.

Allora… Fammi capire un attimo… Da una settimana ti dico che voglio cose tranquille, che non so se effettivamente mi piacerai, che alla luce degli ultimi fatti non so se vorrò avere una eventuale relazione con te (leggi i segnali tra le righe, e che cavolo…), e tu ne esci con questa frase del cazzo, noncurante di tutto quello che ti ho detto?

E niente… Gli ho scritto che io invece non sapevo se avevo voglia di stare lì con lui, che frasi come quella mi fanno sentire molto sotto pressione e che non piace esserlo (ed è vero. Se mi sento sotto pressione tronco tutto, perché la mia serenità viene prima di tutto).

Quest’ultima frase da parte sua mi ha reso il quadro più completo e mi ha convinto a smettere di sentirlo ulteriormente. Da questa e altre cose dette nei giorni scorsi era chiaro che si stava facendo un film mentale univoco. Ho lasciato passare diverse ore e poi, prima di mettermi a dormire (non ce la facevo a riposare col pensiero di avere questo ancora sul groppone al mio risveglio stamattina) gli ho scritto che per me ci si poteva fermare lì, che non ritenevo che ci sarebbe mai stato qualcosa e gli ho augurato buona fortuna per tutto.

Dopo di che ho eliminato il contatto sulla app, ho eliminato il mio profilo dalla app e ho disinstallato la app dal mio telefono.

Quindi qualcosa l’ho imparato: se mai dovessi avere una nuova relazione, non voglio complicazioni come quelle sopra. Non voglio sentirmi limitata nei miei desideri e progetti, non voglio vedere gente che parte per la tangente per due parole dette per conoscersi. E ho imparato che, se mi ci porti, so essere stronza.

E ho dormito benissimo.

Pensieri sparsi: dagli errori si impara (?)

In questi giorni ho un po’ di pensieri che mi frullano per la testa. Ancora la banca non mi ha dato notizie per la pratica del mutuo, sebbene il consulente abbia detto la settimana scorsa che eravamo in dirittura di arrivo per ottenere una risposta. Il proprietario della casa aveva fatto mettere nel compromesso come data limite per finalizzare il tutto il 15 maggio, che è passato da 10 giorni. Avevo fatto presente che la banca ci avrebbe messo un po’, spero solo sia paziente.

Spero anche che la risposta sia positiva, ma non voglio pensarci troppo, perché se poi non andasse bene ci rimarrei troppo male. Trascorro i miei giorni normalmente, occupata nel lavoro e negli impegni casalinghi. L’altro giorno, presa dall’ennesimo momento di sconforto per la mia solitudine, ho voluto provare una app di incontri di cui mi aveva parlato Surfer mesi fa: si chiama Bumble e la differenza rispetto alle altre è che è la donna a decidere se parlare con qualcuno con cui c’è affinità. L’uomo non può fare il primo passo.

Che sia diversa dalle altre lo si nota subito dal fatto che, almeno nella mia zona, di uomini iscritti non ce ne sono tanti. Mi son detta va beh, proviamo, male cha vada la cancello come ho fatto in passato. Ho guardato i profili, ho cestinato i più e ne ho salvato qualcuno. Ho avuto un match positivo ed ho deciso di scrivere alla persona in questione. Devo dire che sino ad ora Drummer (lo chiamerò così perché anche lui suona la batteria come me) si è dimostrato una persona tranquilla, matura. Non ha fatto il cascamorto, non è mai stato volgare né ha mai affrontato argomenti sgradevoli. È simpatico, intelligente, non banale né noioso. Per una volta nella vita ho voluto mettere in chiaro sin da subito cosa non mi interessa e ancora non è scappato (che sia un buon segno?).

Lui sembra entusiasta dell’avermi conosciuto e vuole incontrarmi, io gli ho detto che non voglio mostrare entusiasmo o fretta di qualsiasi cosa perché già altre volte in passato le due cose mi hanno causato dei problemi. Comunque sia ho deciso di provare a vederlo la settimana prossima per farci due chiacchiere dal vivo. Male che vada ho conosciuto un altro batterista, cosa che non guasta.

Non voglio farmi illusioni, né lasciarmi trasportare da impressioni precoci. Vorrei evitare che succedesse come l’anno scorso che poi, al vedere la persona, ho sentito il castello mentale sgretolarsi perché non era di mio gusto fisicamente.

Va bene, dagli errori si impara (?). Spero di non farne altri.

Recensione: “Antropologia e odontologia forense – Guida allo studio dei resti umani, testo atlante”, Cristina Cattaneo, Marco Grandi 10/21

718VQ9BnxeL

 

Cristina Cattaneo è una garanzia: professionista seria e ottima divulgatrice. Ho letto un paio di suoi libri (per le recensioni vedi qui e qui), scritti per la massa, in cui ha saputo ben comunicare i dettagli del suo lavoro, con parole semplici e linguaggio fluido. Le stesse caratteristiche si ritrovano in questo manuale, scritto per studenti e addetti ai lavori. Il testo, il cui costo (l’ho pagato 72,20€, il prezzo pieno è di 76,00€) è giustificato dalla presenza di un apparato fotografico di un certo livello, oltre che dallo spessore della materia stessa, spiega nei dettagli anche modo affrontare lo studio dei resti umani, toccando nei vari capitoli argomenti quali la datazione dei resti, l’identificazione generica (sesso. età, razza, ricostruzione facciale) e personale (attraverso impronte digitali, resti dentari e ossei), i tipi di lesione sulle ossa. Chi avesse letto altri testi della Cattaneo, ritroverà in alcune immagini le storie già raccontate in precedenza, ma viste stavolta da un punto di vista più professionale e neutrale, piuttosto che umano. 

Ho apprezzato sia il linguaggio che la possibilità di poter consultare delle foto di vere scene del crimine. Come al solito, trattandosi di un argomento non solo delicato ma sicuramente difficile da affrontare per chi sia debole di stomaco (soprattutto per quanto riguarda le immagini dei resti cadaverici), consiglio la lettura del testo a chi non si impressiona facilmente, ma soprattutto a chi vuole approfondire l’argomento già visto in maniera più divulgativa negli altri testi dell’autrice.

Recensione: “Criminology – Profili criminali”, Giancarlo Candiano Tricasi 9/21

Cercate un libro che vi illustri nel dettaglio i profili criminali? Un libro ben scritto, che faccia una dissertazione chiara e un discorso armonico, con un filo conduttore ben chiaro?

Ecco, se cercate un libro così non comprate questo libro. Al momento dell’acquisto su Amazon non mi sono accorta che si trattava di un testo autopubblicato (editore Amazon stessa). Quando è arrivato ho cercato di non dare peso alla cosa, perché comunque possono trovarsi validi testi anche tra gli autopubblicati, per cui ho deciso di leggerlo per farmi una opinione concreta.

Ho iniziato a storcere il naso quando ho visto che, sin dalle prime pagine, la formattazione del testo era ad mentulam canis (per gli amici non latinisti traduco: alla cazzo di cane). Voi direte e vabbè, che precisina che sei. Stai a guardare se uno mette il margine a sinistra o giustificato, se le virgolette iniziano e non finiscono… che sarà mai! Beh, se compro un libro, oltre che ad avere un contenuto molto più che decente, deve avere una formattazione perfetta, e perfetti devono essere anche la punteggiatura (il cui utilizzo qui lascia molto a desiderare: virgole messe a sentimento, o non messe per niente dove andrebbero…), la grammatica, l’utilizzo di termini di ambito medico e  scientifico (un esempio su tutti: in italiano si dice neurotrasmettitori, non neurotrasmessori, non esiste il termine neurotrasmessori; chi studia medicina, o materie scientifiche, conosce la terminologia corretta; un uso errato di un termine come questo per me è un chiaro sintomo dell’ignoranza (inteso letteralmente) della persona in relazione alla materia).

Quando ero alle elementari la mia maestra ci faceva esercitare sulla costruzione di una storia, o di un discorso, per imparare a scrivere i temi nel modo corretto. Quegli insegnamenti li porto con me tuttora, che di anni ne ho 40. Se scrivi di un certo argomento deve esserci una introduzione, una parte centrale dove si sviluppa l’argomento e una parte finale con le conclusioni. L’argomento può essere diviso in capitoli e paragrafi, che devono essere in qualche modo collegati tra essi per mantenere un continuum narrativo e non uscire fuori testo. Questo libro è l’esatto contrario di tutto ciò che ho appena scritto. Ci sono capitoli e paragrafi buttati qua e là senza filo conduttore, passi da un paragrafo all’altro e non capisci quale sia il comune denominatore. Soprattutto, se nel titolo, che dovrebbe essere il manifesto del libro, quello che ti convince a comprarlo, leggi “criminology – profili criminali” e poi le prime parole su questo argomento sono alla pagina 132 (!), c’è chiaramente qualcosa che non va.

Il libro è un insieme di pensieri sparsi, sembrano quasi degli appunti presi a lezione. Trattandosi di argomenti di un certo tipo, che riportano peraltro nozioni che dovranno essere prese da qualche testo di riferimento, sarebbe cosa e buona e giusta mettere in coda al testo una bibliografia dei testi consultati, ma non esiste nessuna bibliografia! Insomma, alla fine passa la voglia di leggere. Per avere nozioni serie e scientificamente comprovate, oltreché rintracciabil, vi consiglio di rivolgervi a testi di ben altra caratura (per fare qualche nome i libri di John Douglas, che ha inventato il criminal profiling e che ho già recensito qui, oppure i saggi di Massimo Picozzi, o di Vincenzo Maria Mastronardi, per citare degli studiosi italiani) . Personalmente, ritengo di aver buttato 16,49€.

Recensione: “Storia della letteratura giapponese – Volume I, dalle origini al XVI secolo”, Kato Shuichi, a cura di A. Boscaro 8/21

Il primo volume dei tre che compongono quest’opera racconta la nascita della letteratura Giapponese, dalle origini sino all’epoca Tokugawa. L’argomento viene trattato in maniera discorsiva, lungo un filo conduttore che è quello cronologico. Se pensate di leggere un libro strutturato come un testo di letteratura del liceo, non è questo il caso. Non c’è una selezione di autori, né una suddivisione di capitoli per generi letterari. L’autore racconta come si è sviluppata la letteratura giapponese facendo un unico grande discorso, che si dirama citando qua e là gli autori più significativi e facendo il punto su alcune opere che sono diventate delle pietre miliari nella storia del paese.

Un’altra cosa che non troverete, a parte qualche poesia, saranno le selezioni di brani di tali opere, cosa che invece normalmente si trova in testi di questo tipo. Questa secondo me è una pecca, perché se una persona di avvicina a questo mondo per conoscerlo e apprezzarlo, difficilmente, a mio avviso, potrà farlo leggendo una storia generica. Tra l’altro degli autori non viene raccontato molto, vuoi perché di certi autori non sono note informazioni biografiche, vuoi perché le intenzioni dell’autore erano probabilmente di dare una lettura storica piuttosto che strettamente letteraria. O forse, essendo un testo destinato a lettori giapponesi, si è ritenuto inutile inserire nella narrazione informazioni di questo tipo. Però per un lettore italiano che non ha mai letto i vari monogatari o le raccolte di poesie che tanto piacevano alla corte imperiale del medioevo giapponese, è davvero difficile appassionarsi a questa letteratura senza poterne esaminare almeno qualche stralcio, anche perché senza la conoscenza dei testi si incontrano delle difficoltà anche a capire determinati discorsi fatti dell’autore.

Il libro di per sé non è assolutamente brutto, ma mi metto nei panni di chi lo affronta senza avere il background che posso avere io, in quanto lettrice di testi giapponesi da diverso tempo. Leggere di certi temi e autori avendo presenti le loro opere è stato di grande aiuto per me e mi ha dato modo di comprendere meglio le stesse opere.

Pensieri sparsi: Un segno propizio… (Forse?)

L’anno scorso avevo deciso di provare a comprare casa, ma fui scoraggiata dal consulente creditizio a cui mi rivolsi per la richiesta di mutuo, secondo il quale per le mie possibilità economiche non avrei mai avuto il mutuo che desideravo. Desistetti quindi dal proposito e decisi di comprare la macchina, io che sino a quel momento avevo sempre guidato le macchine dei miei e mai ne avevo avuto una mia.

Un paio di settimane fa sono successe delle cose che mi hanno fatto riflettere e desiderare di provare ad avere di nuovo la mia indipendenza, in una casa mia. Spinta da mio cugino ho fatto una ricerca in rete e ho trovato un appartamento che ha attirato subito la mia attenzione. Sono quindi andata da un nuovo consulenze che ha trovato una banca che potrebbe darmi il mutuo di cui avrei bisogno, quindi ho deciso di dare una proposta di acquisto, nella speranza che mi venga concesso. (Peraltro, nell’uscire dall’ufficio del consulente ho trovato 50€ per terra, nell’androne del palazzo. L’ho interpretato come un segno propizio)

Quindi stasera vado a firmare per la proposta e per le pratiche della richiesta di mutuo. Spero di avere notizie a breve…