Sogni.

Sogni,
Un palpito del cuore,
Un bacio appassionato,
Il fiato che si mozza,
Lo sguardo innamorato.
Sogni,
L’abbraccio emozionante,
La carezza seducente,
Il brivido di piacere,
L’amore nelle vene.
Sogni,
La storia di una vita,
L’idea di una famiglia,
Un rapporto che funziona,
E lui che si innamora.

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Pensieri sparsi: approfittarsi della disponibilità altrui.

Nei giorni scorsi ho avuto modo di appurare, cosa peraltro già vissuta altre volte, che la gente cerca sempre di fotterti, prendendosi un braccio quando tu offri l’unghia.
Tu hai a che fare con delle persone per lavoro, le incontri nel weekend in un momento in cui tu non lavori e loro sì e scatta in automatico la frase “siccome vieni qui diamo per scontato che se ti cerchiamo devi lavorare. Gratis”.
Questo perché hanno dato per scontato che, siccome ho una passione sportiva che mi porta a certi eventi nel mio tempo libero, di conseguenza debba abbassarmi a 90 gradi e farmela mettere nel didietro senza proferir verbo.
Anche no.
Poi viene pure male interpretato il mio comportamento e ci si lamenta pure col mio collega, che ha preso accordi lavorativi con loro, come se quella in torto fossi io e non loro.
Indi per cui mi vedo costretta ad evitare certi eventi per non dover giustificare ogni mio singolo atto e non essere cercata a lavorare nei giorni in cui mi riposo.
Certa gente mi delude proprio…
Buona domenica un cazzo.

Vita da Player: amori travolgenti.

Tutto ciò che sogno nella mia vita reale e che vedo nei miei sogni notturni, si realizza invece nella mia vita parallela nel fantastico mondo dei gdr online by chat. La mia pg si è perfettamente integrata nell’ambiente, ha fatto nuove amicizie e si è follemente innamorata di un capitano dei marine da urlo, ricambiata alla follia, peraltro. Immagino che avere come avatar Natasha Romanov l’abbia aiutata a far breccia, almeno all’inizio, ma alla fine, in questi casi, non è tanto chi ti presta il volto, quanto come scrivi. E al mio partner piace molto come scrivo. A dire il vero ci siamo trovati in sintonia sin da subito e devo dire che sta nascendo anche una bella amicizia, al di là del gioco.
Tornando però al giocato, dopo due mesi di conoscenza, approfondimento del sentimento e situazioni estreme in cui i due hanno rischiato più volte la pelle, alla fine l’amore è sbocciato e i due piccioncini quando possono si rintanano nella loro casetta a fare cenette romantiche e maratone di Futurama in tv.
Ciò che non è dato avere nella vita reale, lo si conquista in quella virtuale.
Comincio ad invidiare la mia pg, anche perché quel gran figo del capitano ha come avatar Stephen Amell, che non mi dispiacerebbe avere come fidanzato nella vita reale.
ah, me tapina! Misera Catulla, desinas ineptire!

Confessioni: piccole ferite.

Oggi è successa una cosa che mi ha riportato indietro nel tempo e mi ha riaperto una piccola ferita. Andiamo con ordine.
Dieci anni fa mi sono sposata. Quando è arrivato il momento di scegliere il mio abito da sposa, ho deciso di farmelo fare su misura. Ci tenevo che alla scelta del bozzetto e poi alle prove dell’abito ci fosse qualcuno di famiglia. Mia madre purtroppo non poté venire a causa del lavoro, mio padre mi accompagnò alla prova finale del vestito (e fu un momento molto bello); mia cugina, che era la mia testimone, mi accompagnò una volta anche lei.
E mia sorella, testimone anche lei… beh, non venne mai, sebbene glielo avessi chiesto più volte, perché ci tenevo tanto alla sua presenza.
Le voglio molto bene, anche se lei ha sempre eretto un sottile muro tra noi, per cui mi ha sempre tenuto a distanza. Ma questa è un’altra storia.
Non venne, quindi, adducendo non so quante scuse e ci rimasi malissimo, perché pensavo e penso tuttora che se certi momenti non li condividi con la tua unica sorella non li godi pienamente.
Oggi sento mia madre al telefono. Mi dice che ha parlato con mia sorella. Deve fare da testimone al matrimonio di un’amica e l’ha accompagnata a scegliere il vestito.
Lei sì, io no.
Chiudo qui, lasciandovi immaginare come mi sento ora.

Confessioni: Solo.

Mi hai detto che ti senti solo, in questo periodo. Ti senti solo ma sorridi comunque. Ti capisco, siamo in due; anche se io, in realtà, non ce la faccio tanto, a sorridere. Proprio per questo ti ho detto che se ti senti solo puoi scrivermi, per parlare con me. Io ci sono per ascoltare, per consolare, per incoraggiare. Ci sono come vorrei che gli altri ci fossero per me.
Mi hai ringraziato e mi hai detto che mi abbracciavi. Un abbraccio grande.
Ma non sai che quell’abbraccio mi piacerebbe che me lo dessi davvero, Surfer.
Magari un giorno riusciremo ad incontrarci e a fare la bevuta che ti ho proposto l’altra sera e l’invito alla quale hai detto che non avresti declinato.
Nel fondo del mio cuore io lo spero, un giorno, di vederti finalmente. Magari a Milano, dove ti sei trasferito dal quel di Bologna e dintorni, o magari nelle mie coste, o in Portogallo, dove ami fare surf.
Magari, o se solo…
Solo.